Un trekking che mette alla prova il corpo, arricchisce l’anima e regala emozioni indimenticabili.
Informazioni utili
- Partenza: 5 luglio 2024
- Arrivo: 17 luglio 2024
- Documenti necessari: carta d’identità, tessera sanitaria
Gigliola è una pellegrina che da anni percorre i cammini di Santiago, esplorando i sentieri che, da secoli, conducono i pellegrini verso la cattedrale di Santiago de Compostela. Ha camminato lungo il Cammino Francese, il Cammino Portoghese e tanti altri percorsi e, nel 2024, nel mese di maggio e giugno ha deciso di affrontare una delle vie più antiche e impegnative: il Cammino Primitivo. Ogni volta che inizia un nuovo cammino, sente di entrare in contatto con una parte più profonda di sé stessa e del mondo che la circonda. Quest’anno, insieme ad alcuni amici fidati, ha deciso di intraprendere questo cammino. Una scelta molto ardua, perché lei, per anni, ha vissuto i cammini come un’esperienza solitaria e profondamente intima, ma quest’anno ha scelto di affrontarlo in gruppo. Una scelta apparentemente semplice, ma in realtà molto complessa per chi, come lei, considera il pellegrinaggio un momento di profonda connessione con sé stessa. Per lei il cammino non è mai stato solo uno sforzo fisico o un percorso da condividere per socializzare, ma un viaggio, una dimensione in cui il silenzio e la solitudine giocano un ruolo fondamentale. Questa scelta, tuttavia, non è stata presa a cuor leggero: è stata il frutto di un lungo processo interiore, ricco di dubbi e riflessioni. Per lei, abituata a trovare nel silenzio la vera essenza del cammino, la decisione di condividere il pellegrinaggio con altre persone ha rappresentato una sfida mentale prima ancora che fisica. È stato un confronto con sé stessa, una prova di apertura e di accettazione. Eppure, questa scelta le ha permesso di scoprire una nuova dimensione del cammino: la condivisione. Camminare insieme agli altri le ha insegnato che anche nel gruppo si può trovare un senso di connessione profonda; non più solo con sé stessa, ma con gli altri, e con il cammino che, in fondo, rimane unico e personale per ciascuno, indipendentemente da come viene vissuto.
Il Cammino Primitivo non è una scelta casuale. Questa via, che parte da Oviedo, è considerata la più antica tra quelle che portano a Santiago. È il cammino che Alfonso II delle Asturie percorse nell’814, quando, secondo la tradizione, fu il primo pellegrino a visitare il sepolcro di San Giacomo. Oltre alla storia che permea ogni tappa, questo percorso è conosciuto per la sua difficoltà, attraversando montagne, boschi e sentieri spesso impervi. Ma è proprio questa durezza che lo rende speciale, ed è ciò che ha attirato il gruppo di amici amanti dell’avventura, in cerca di un’esperienza che li sfidasse non solo fisicamente, ma anche spiritualmente.
Sin dal primo giorno, da Oviedo, mentre ammiravano la splendida cattedrale di San Salvador, si sono resi conto che questo non sarebbe stato solo un cammino di fatica e sudore. Sapevano che ogni tappa avrebbe avuto il suo significato e che insieme avrebbero affrontato non solo il percorso, ma anche le emozioni e le riflessioni che il cammino avrebbe suscitato in loro. Erano un gruppo, ma ognuno di loro viveva il pellegrinaggio con motivazioni personali. Alcuni cercavano risposte a domande profonde, altri avevano bisogno di una pausa dalla frenesia quotidiana, mentre altri ancora volevano semplicemente godersi la natura e la compagnia degli amici. La bellezza del Cammino Primitivo sta anche nella sua autenticità. È un percorso meno battuto rispetto ad altri, e proprio per questo offre una connessione unica con la natura e la storia. Lungo il tragitto, si sono trovati spesso immersi in paesaggi mozzafiato: colline verdissime, foreste fitte e villaggi che sembrano sospesi nel tempo. Ogni giorno era una scoperta e a ogni passo si avvicinavano non solo alla meta, ma anche a una comprensione più profonda del valore del viaggio. Nonostante la difficoltà, ogni tappa regalava momenti indimenticabili. Attraversare piccoli villaggi come Tineo o Salas, dove il tempo sembra essersi fermato, permetteva loro di immergersi completamente nella cultura locale e nella storia del pellegrinaggio. Si sono fermati in antichi rifugi, dove hanno parlato con i pochi abitanti e goduto di pasti semplici e genuini, che ricordavano quanto poco serva per sentirsi appagati dopo una lunga giornata di cammino. Una delle tappe più difficili è stata l’ascesa verso Pola de Allande. Le salite erano ripide e impegnative, e il peso dello zaino sembrava farsi più gravoso a ogni passo. Ma è in questi momenti che Gigliola ha capito quanto la forza del gruppo fosse fondamentale. Quando uno di loro si trovava in difficoltà, c’era sempre qualcuno pronto a offrire una mano, una parola di incoraggiamento o semplicemente un sorriso che alleggeriva il peso della fatica. È in questi momenti che hanno percepito davvero quanto sia importante condividere un cammino come questo con persone che ti capiscono e ti sostengono. Arrivare a Lugo, con le sue imponenti mura romane, è stato per lei un momento di grande soddisfazione. Questa città, che conserva ancora intatte le sue fortificazioni, ha offerto una pausa dal cammino, ma anche l’opportunità di riflettere sul significato storico del loro viaggio. Camminare su quelle mura, sapendo che prima di loro milioni di pellegrini avevano fatto lo stesso percorso, li ha fatti sentire parte di una storia antica e universale. E proprio lì si sono resi conto di quanto il cammino fosse non solo un’esperienza personale, ma anche un’opportunità per condividere momenti indimenticabili con persone care. Man mano che si avvicinavano alla meta, il cammino ha offerto altri momenti di grande intensità. Quando hanno raggiunto Melide, dove il Cammino Primitivo si unisce al Cammino Francese, si sono trovati circondati da un numero maggiore di pellegrini. Il contrasto con la solitudine che avevano sperimentato nei giorni precedenti era forte, ma ha fatto loro comprendere quanto fosse stata preziosa la loro esperienza. Il Cammino Primitivo aveva dato loro la possibilità di vivere il pellegrinaggio in modo intimo e profondo, lontano dalle folle, permettendo di legare ancor di più come gruppo. L’arrivo a Santiago è sempre un momento di grande emozione, ma questa volta lo è stato ancora di più, perché hanno raggiunto la meta insieme. Le torri della Cattedrale, che si avvicinavano all’orizzonte, li hanno riempiti di una gioia che solo chi ha percorso quei sentieri può comprendere. Sono entrati nella piazza, ognuno consapevole di aver vissuto un’esperienza unica. La stanchezza nei loro corpi era visibile, ma ciò che prevaleva era la gratitudine per aver condiviso un viaggio così intenso e significativo.
Gigliola dice che non è soltanto la meta ad essere importante, ma anche il percorso stesso e le persone con cui lo si condivide.
Il Cammino Primitivo, li ha messi alla prova, ma ha anche dato molto in cambio: momenti di silenzio e riflessione, paesaggi di rara bellezza e, soprattutto, un legame ancora più forte tra di loro. È un cammino che consiglia a chiunque cerchi un’esperienza autentica, impegnativa e gratificante, sia che lo si percorra da soli o in compagnia.
Ogni passo lungo il Cammino Primitivo ti avvicina a Santiago, ma soprattutto a una parte più profonda di te stesso. E se deciderete di intraprenderlo, sappiate che vi regalerà non solo una sfida fisica, ma un’esperienza che porterete con voi per tutta la vita.

Autori: Andrea Moioli, Marta Giovanelli









