PARTECIPANTI DI POTATREK: Andrea Moioli, Sergio Gambirasio, Mattia Pacati
Da Nembro a Strasburgo in bici
- Partenza: Nembro, paese in provincia di Bergamo situato in Valle Seriana
- Arrivo: Strasburgo
- Periodo: 9 Agosto – 16 Agosto 2021 (7 giorni di pedalata)
Bike tour 2025: da Nembro a Strasburgo
di don Matteo Cella
Nuova impresa per La Tribù che Viaggia
Dopo aver raggiunto Trieste, Roma, Parigi, Monaco di Baviera e Loreto, la Tribù che Viaggia nell’agosto 2025 ha conquistato Strasburgo. Il viaggio in bici, come per tutte le edizioni precedenti, è partito da Nembro. Otto ciclisti e un autista hanno percorso le strade della bergamasca fino al lago di Lecco, la costa est del lago di Como, la Val Chiavenna fino al passo dello Spluga, la Svizzera passano per Coira e seguendo la ciclabile lungo il Reno, il fianco tedesco del lago di Costanza e uno spicchio della Foresta Nera prima di arrivare al Ponte dell’Europa che collega la Germania con la Francia per giungere quindi alla meta.
Una meta importante
Strasburgo ospita oggi una delle due sedi del Parlamento Europeo. È una città simbolo del progetto di integrazione tra gli Stati e rappresenta quindi la sfida dell’unità e della pace, rese ancor più urgente dai venti di guerra e dalle tante divisioni di questo tempo. Raggiungerla in bicicletta ha rappresentato per il gruppo di amici bergamaschi l’occasione per chiedersi quali sono i limiti e i confini invalicabili e quali invece quelli da superare. Lo esprime bene Mattia, l’esperto cartografo del gruppo che ha minuziosamente curato la definizione dei tracciati da seguire: “Un viaggio così ti fa sentire piccolo in mezzo ad un’Europa che è grande. Ma in realtà è a portata di bicicletta. Si possono raggiungere posti lontani ma stando sempre sulla stessa bicicletta con cui si è partiti da casa”.
La strada è fatica e soddisfazione
Il viaggio è iniziato sabato 9 agosto 2025 alle 7.30. Ritrovo presso piazza della Libertà a Nembro dove la Tribù che Viaggia si è riunita insieme ad alcuni simpatizzanti per affrontare il primo tratto, fino a Lecco. I ‘ragazzi’ – 23 anni il più giovane, 45 quello meno (con un fuori quota di 65) – non sono professionisti del ciclismo o atleti particolarmente dotati: la passione per la bici e per la vita all’aria aperta, una predisposizione alla fatica, la propensione all’avventura, una buona dose di spirito di adattamento insieme a buone biciclette adatte anche al trasporto di tutti i giorni sono stati sufficienti per affrontare i 585 Km del tragitto.
Il tratto più sfidante è stato, senza ombra di dubbio, la salita al passo dello Spluga. La strada si snoda lungo la Val Chiavenna. Dal principale centro abitato della valle comincia il tratto in pendenza della lunghezza complessiva di 30,2 Km con un dislivello positivo di 1790 metri. Il passo si trova a quota 2114 metri sul livello del mare e mette in comunicazione l’Italia con la Svizzera. La vallata è stretta e selvaggia nella prima parte del percorso, più aperta e ariosa nella seconda parte. La strada con i suoi 51 tornanti e numerose gallerie scavate nella viva roccia, esercita un fascino particolare. Per alcuni membri del gruppo, il timore di trovarsi davanti ad uno scoglio insuperabile era forte ma la pedalata costante, la determinazione e l’unità del gruppo hanno reso lo Spluga una bellissima escursione estiva. E, come suggerito da Alessio, “L’organizzazione fa più della preparazione atletica!”.
«La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!»
Altiero Spinelli, Manifesto di Ventotene, 1941
Quando le persone fanno la differenza
Tra bellezze naturali, vallate svizzere e fresche fontanelle tante sono state le belle sorprese che il territorio ha regalato. L’esperienza dell’accoglienza è stata certamente una delle più significative. A Rebstein, cittadina nella svizzera tedesca, a due passi dal confine con l’Austria, alcune famiglie di origine italiana ma lì residenti da molti anni hanno dato ospitalità ai ciclisti aprendo le porte di casa. La condivisione della cena ha reso quel luogo famigliare e incredibilmente accogliente. La stessa disponibilità ad accogliere si è verificata nella maggior parte delle altre tappe del tour: l’oratorio di Dongo (CO), la parrocchia di Pianazzo (SO), la chiesa evangelica di Stockach sono stati esempi di cordialità e generosità.
In esperienze di viaggi di gruppo come questa, è fondamentale proprio la dimensione della relazione tra le persone. Lo afferma con chiarezza Andrea, uno dei veterani della Tribù: “La dimensione del gruppo conta tantissimo. In questi viaggi si instaurano legami veri: sei tu con te stesso e con gli altri al 100%”. Avere pazienza, saper ridere insieme, incoraggiare chi vive un momento di difficoltà e cercare di dare sempre il proprio contributo per la buona riuscita dell’esperienza sono condizioni che rendono il tour una vera scuola di comunità. Cresce la conoscenza tra le persone coinvolte ma aumenta anche la propensione a interagire con il mondo circostante.
«Il periodo di pace di cui abbiamo goduto in Europa è stato una fortuna incredibile, ma nessuno di noi dovrebbe sottovalutarne la fragilità»
Simone Veil, Discorso di insediamento al Parlamento Europeo, Strasburgo 17/07/1979
Un simbolo, una promessa
L’arrivo a Strasburgo è stato fissato davanti all’ingresso del Parlamento Europeo. La città ospita diversi palazzi sedi di servizi di interesse comunitario, oltre che un caratteristico centro storico con al cuore la maestosa cattedrale gotica. L’arrivo in bici davanti al Parlamento è stato scelto per dare rilevanza ad un viaggio che ha attraversato cinque Stati (Italia, Svizzera, Liechtenstein, Germania e Francia) e provato ad alimentare il senso di una comune appartenenza alle sorti del continente. L’edificio ha un grande valore simbolico e architettonico: inaugurato nel 1999, esternamente è rivestito di vetro per simboleggiare la trasparenza della democrazia. La struttura ricorda una costruzione ancora in fase di completamento: segno di un lavoro di integrazione e pacificazione che chiede ancora energie e impegno.
Autore: Don Matteo Cella































