Difficoltà tecnica: ★★★☆☆
Tempo di percorrenza: 4.30/5.00 h *
* Il tempo indicato è approssimativo e dipende dal tipo di allenamento.
Lunghezza percorso: 15,50 km
Sentieri: CAI 120 – CAI 101 – CAI 150A
Indicazioni
Benvenuti in una nuova guida! Oggi raggiungiamo i rifugi Cazzaniga e Nicola, passando dal monte Sodadura; per fare ritorno verso il rifugio Gherardi dai piani d’Artavaggio. Si tratta di un itinerario della val Taleggio (BG).
Raggiungiamo facilmente il rifugio Gherardi: trovi qui la guida per arrivarci. Alle sue spalle, inizia il sentiero (Fig.1). Dopo pochi metri dalla partenza, svoltiamo a destra (Fig.2) per costeggiare un laghetto (Fig.3).
Davanti a noi appare una struttura: l’ex rifugio Battisti, che lasciamo alla nostra sinistra (Fig.4). Abbandoniamo temporaneamente i prati erbosi e seguiamo la traccia ben visibile (Fig.5) (Fig.6).
Prima di ricongiungerci con i prati, affrontiamo un ultimo tratto sdrucciolevole (Fig.7) e poco dopo, raggiungiamo la bocchetta Regardur (Fig.8).
Giunti alla bocchetta, svoltiamo a sinistra (Fig.9) e proseguiamo dritti (Fig.10). Arriviamo ai pendii del monte Sodadura e iniziamo a salire di quota velocemente (Fig.11).
Siamo quasi arrivati sulla sommità del monte, conosciuto anche per la forma piramidale. Prestiamo attenzione al terreno scosceso ed esposto (Fig.12).
Per raggiungere i rifugi Cazzaniga e Nicola (Fig.13), lasciamo la vetta scendendo dal versante opposto da quello di salita, prestando ancora una volta al terreno sdrucciolevole.
Dal rifugio Nicola, che ricorda per la sua forma il monte Sodadura, intraprendiamo il largo sterrato (Fig.14) (Fig.15) (Fig.16).
Ora possiamo decidere di proseguire per il prato (Fig.17) (indicato nell’immagine dalla freccia principale), evitando i tornanti, oppure seguire il sentiero.
Una volta giunti al segnavia, indicato nell’immagine precedente, nella località dei piani d’Artavaggio, svoltiamo a sinistra per fare ritorno al rifugio Gherardi (Fig.18).
Risaliamo velocemente di quota (Fig.19) e seguiamo una stretta mulattiera (Fig.20). Una volta giunti sul piano, manteniamo il sentiero basso (Fig.21) e raggiungiamo il lato apposto del laghetto, proprio dietro al rifugio Gherardi. Proseguiamo fino a raggiungere il rifugio.
Complimenti! Abbiamo completato il giro ad anello, alla prossima!

























